Guarigioni e miracoli

Guarigioni e miracoli

Nel 1859, il professore Vergez, professore aggiunto alla facoltà di medicina di Montpellier, è incaricato del controllo delle guarigioni. Sette guarigioni sono così approvate prima di 1862 e fungono da argomentazione per il riconoscimento delle Apparizioni da parte di Mgr. Laurence.

Nel 1905, il papa Pio X chiede “di sottoporre ad un processo regolare” le guarigioni più spettacolari. L’Ufficio delle constatazioni mediche è costituito a tal fine.

L’espressione “ufficio medico” ha due sensi. Designa inizialmente un locale nel Santuario e due impiegati fissi, fra cui un medico in esercizio. Questo medico riceve le dichiarazioni e comincia un lavoro critico secondo i criteri tradizionali, così come sono stati definiti nel 18° secolo dal Cardinale Lambertini, futuro papa Benedetto XIV, per i processi di beatificazione.

Se il caso sembra grave, il medico organizza un “ufficio medico” propriamente detto, cioè una consultazione alla quale possono partecipare tutti i medici presenti a Lourdes in quel giorno, indipendentemente dalle loro convinzioni religiose.

Se il medico di Lourdes e l’ufficio medico da lui convocato esprimono un giudizio favorevole, il dossier è trasmesso al Comitato medico internazionale di Lourdes (C.M.I.L.) . Quest’ultimo è costituito da una ventina di membri, ognuno eminente nelle loro specialità rispettive. Questo comitato esiste dal 1947. Nel 1954, Mons. Théas ha voluto che questo comitato prendesse una dimensione internazionale.

Il comitato è presieduto insieme dal Vescovo di Tarbes e Lourdes e da uno dei suoi membri, designato dal vescovo per un mandato con una durata limitata, ma rinnovabile. Il medico di Lourdes svolge il ruolo di segretario del comitato.

Il comitato esamina il caso in studio. Uno o più dei suoi membri sono incaricati di studiarlo a fondo, in particolare fornendo informazioni su tutto ciò che la letteratura medica mondiale ha pubblicato su casi simili. Le persone incaricate del dossier possono consultare colleghi esterni al comitato. Di solito, la persona guarita non è convocata.

Il comitato si riunisce una volta l’anno, in autunno. Si esamina i dossier in corso. Quando tutti gli elementi sono raccolti (e questo può durare molto tempo), per voto, il comitato dichiara o rifiuta di affermare che questa guarigione è inspiegabile, secondo lo stato attuale della scienza. E’ necessaria una maggioranza dei due terzi, perché il voto sia considerato valido.

La valutazione medica è trasmessa al Vescovo della diocesi dove risiede la persona curata. Questo Vescovo, ovviamente, è stato messo al corrente della procedura in corso. Soprattutto se questo risultato positivo sembrasse probabile, gli viene consigliato di costituire un comitato ristretto medico locale che possa, al momento opportuno, prendere conoscenza delle conclusioni del Comitato.

In funzione di altri elementi di valutazione, il Vescovo decide o si astiene da riconoscere il carattere “miracoloso” della guarigione

L’atteggiamento attuale dei medici è molto rispettoso del Magistero della Chiesa. Come cristiani, sanno che il miracolo è un segno d’ordine spirituale. Non vogliono farsi dei giudici. Inoltre, per uno spirito moderno, è difficile dire, a proposito di qualunque realtà, che è “inspiegabile”. Si può soltanto dire che, finora, è “non spiegata”.

+ Jacques Perrier

Vescovo di Tarbes e Lourdes

17 mars 2003