Anna Santaniello, malata di cuore, guarisce a Lourdes

Anna Santaniello

 

A Lourdes accadono storie di ogni genere. Lì l’influenza della Vergine Maria è molto intensa e ci sono persone che, spinte da un’immensa forza interiore e da una grande fede, andando contro la loro salute e mettendo a repentaglio la loro stessa vita, scelgono di andarci con la speranza di ricevere un segno da parte della Madre Celeste. La costanza e la forza di volontà spesso vengono premiate.

Questo è quello che è successo più di sessant’anni fa alla signora Anna di Salerno, che arrivò a Lourdes in fin di vita e ritornò completamente guarita, vivendo successivamente per più di mezzo secolo in perfetta salute.

La febbre reumatica

Anna Santaniello è nata a Salerno nel 1912, tre anni prima dell’arrivo in Italia della Prima Guerra Mondiale, e già in tenera età ha cominciato a soffrire di febbre reumatica, grave malattia cardiaca conosciuta anche con il nome di Sindrome di Bouillaud, che aveva destinato a morte prematura suo fratello e sua sorella. A causa di questo brutto male la giovane passava buona parte delle sue giornate stesa sul letto per via dei forti dolori agli arti e delle violente crisi respiratorie. Purtroppo non esistevano cure, e più il tempo passava, più la malattia peggiorava. Nonostante tutto, però Anna riuscì ad andare avanti nella sua esistenza, trascorrendo il fiore dei suoi anni in uno stato di dolore e sofferenza, ma senza mai perdersi d’animo e trovando quotidianamente la forza di recitare la preghiera del Rosario per affidare la sua vita al Signore e alla Vergine Maria.

Il viaggio a Lourdes in fin di vita

Nel 1952 Anna era ormai in fin di vita ed i medici le avevano annunciato che da un momento all’altro sarebbe giunta la sua ora, ma lei, prima di congedarsi definitivamente da una vita terrena vissuta all’ombra di un brutto male, sentiva la necessità di recarsi almeno una volta a Lourdes dove poter venerare per l’ultima quella grande Madre che non l’aveva mai lasciata sola.

interno treno lourdesCosì, rivolgendosi all’UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati Lourdes e Santuari Internazionali), unico ente attrezzato al trasporto di malati nelle sue condizioni, si fece accompagnare in barella,a bordo dei cosiddetti “treni bianchi”, proprio nella cittadina francese ai piedi dei Pirenei dove il secolo precedente la Madonna era apparsa alla contadina Bernadette.

Quando il treno giunse all’altezza di Roma, viste le sue gravissime condizioni di salute, i medici avevano preso la decisione di farla scendere per ricoverarla nel più vicino ospedale e dove sarebbe dovuta morire, ma Anna, con quel briciolo di forza e lucidità che gli era rimasta si oppose fermamente, decidendo di continuare il viaggio, spinta da una foce femminile dentro di se che le ripeteva: “Devi venire, devi venire!” e così è stato.

Il miracolo

Dopo un viaggio lungo, faticoso ed estenuante, la donna arrivò a Lourdes e e fu accompagnata nelle piscine, dove venne immersa coricata sulla barella e, pervasa da un’innaturale forza interiore si alzò miracolosamente da sola con le sue gambe:

“La mia infanzia e la mia adolescenza, sono state caratterizzate da privazioni e sacrifici. Crescendo, le mie condizioni si sono sempre più aggravate finché sono stata costretta a rimanere a letto. Quando arrivai a 41 anni, i medici pensarono che la mia vita stava per finire. Io sono sempre stata serena e molto devota alla Madonna, e decisi come mio ultimo desiderio di andare a Lourdes in pellegrinaggio, contro la volontà dei miei familiari, che ritenevano troppo rischioso il viaggio. Quando arrivai mi portarono sulla barella alle piscine. Le suore mi immersero nell’acqua che era ghiacciata, ma avvertii subito qualche cosa che mi ribolliva nel petto. Era come se qualcuno mi stesse restituendo la vita. Dopo pochi istanti mi alzai da sola e rifiutai l’aiuto dei barellieri. Dissi loro di andare dagli altri ammalati, io non ne avevo più bisogno.”

Il riconoscimento ufficiale

LourdesAnna era completamente guarita, come confermato anche dagli esami medici e dalle visite cardiologiche effettuate al suo rientro in Italia, ma prima di essere visitata dal Comitato Medico internazionale, che confermo la straordinarietà della guarigione, passarono dodici anni.

La Chiesa Cattolica, invece, a contrario di molti altri casi, fu molto più restia a riconoscere l’evento come miracoloso. I fascicoli vennero riaperti solamente nel 2004 dal Vescovo di Salerno Monsignor Gerardo Pierro, che riconobbe ufficialmente il miracolo l’anno seguente alla presenza della stessa protagonista, che era ormai anziana. Nel 2008, alla veneranda età di 96 anni, vissuti dal 1952 in poi in piena salute e senza più alcuna manifestazione della febbre reumatica, Anna Santaniello morì serenamente.

Questo miracolo è stato il cinquantanovesimo in ordine temporale ed il sessantasettesimo ad essere riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa Cattolica.

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Andrea Icardi

Sono Andrea, e le mie principali passioni sono arti marziali, lettura, musica, scrittura, web. Sono diplomato in un Istituto Turistico. Collaborare con questo Blog mi sembra il giusto compromesso tra il mio percorso scolastico e le mie passioni.

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