La storia di Paola e la sua conversione a Medjugorje

Krizevac

 

Al rientro dai pellegrinaggi a Medjugorje, alcune persone, non per forza credenti, sentono l’esigenza di raccontare la loro esperienza, specie quando questa ha a che fare con una conversione. Come Paola, nome inventato, che grazie alla Madonna ha ritrovato la forza di vivere alla luce del giorno, abbandonando il suo mestiere di “regina della notte”. 

La conversione di Medjugorje: la storia di Paola

Vivevo portando avanti le idee della stragrande maggioranza dei giovani d’oggi, che si sentono padroni del mondo, della loro vita e talvolta anche di quella degli altri. Ballare ininterrottamente sotto l’effetto di ogni tipo di sostanza stupefacente è da “grandi” perché, a differenza di chi non riesce a reggere il ritmo, loro hanno un qualcosa in più: il senso di onnipotenza che gli permette di resistere per ore ed ore, fino al giorno seguente.

Ero immersa in questa “giungla”, fatta per lo più di vizi, di tentazioni, di cattiveria, di invidia, di rabbia, di rancore, di desiderio continuo di vendetta per i torti subiti, di tutto ciò che non fa di sicuro bene a nessuno. Ma non ne ero minimamente consapevole e come tutti gli altri credevo di essere padrona della mia vita, credevo di sapere cosa fosse giusto e cosa sbagliato, credevo di conoscermi appieno, sapere i miei limiti. Fino a quando, una notte, toccai davvero il fondo, e pensai che fosse uno degli ultimi momenti della mia vita. Non fu così, ma da lì iniziò il mio inferno. Depressione, ansia, attacchi di panico e insonnia. Problemi su problemi, dai quali non sapevo come uscirne. Avevo la mia famiglia accanto, un paio di veri amici e il mio fidanzato, ma tutti insieme non erano abbastanza per colmare il vuoto che sentivo dentro.

La conversione di Medjugorje: la svolta 

medjugorjePer comprendere appieno che il famoso tassello mancante fosse Dio, ci ho impiegato un po’; non era un passaggio tanto semplice da compiere dato che non ero credente e non mi interessava sapere se Lui esistesse. Son stati mesi difficili e sofferti ma è stato il periodo più bello della mia vita. Sembra paradossale, ma è proprio questa la chiave di tutto: scoprire che nella sofferenza c’è vita, che sotto il peso della croce ci si salva.

Non avrei potuto comprendere tutto questo se non avessi fatto un sogno meraviglioso: un istante prima di svegliarmi vidi la sagoma di un uomo dai capelli lunghi, con una veste larga e le braccia aperte, che richiamava la forma della croce. Qualche giorno dopo incontrati per caso una vecchia amica delle medie, con la quale non ci sentivamo da anni. Vedendo che non ero più l’imbattibile “regina della notte” e che il mio sguardo era assente, mi disse: “Se hai bisogno ci sono!”. Capii subito che lei era un angelo mandato da Dio.

La conversione di Medjugorje: il pellegrinaggio

Un giorno, in chiesa, la nostra attenzione fu catturata da un volantino che riguardava il pellegrinaggio a Medjugorje, che un po’ tutte le parrocchie periodicamente organizzano. Ci guardammo negli occhi e sentimmo di andarci. Ci si avvicinò una ragazza dicendo: “Sapete, si dice che quando ci si sente di andare a Medjugorje è perchè la Madonna vi chiama”. E sono partita.

In questo pellegrinaggio ho visto ed ascoltato l’esistenza di Dio. Abbiamo incontrato Vicka il giorno successivo al nostro arrivo, ed è stato proprio in quel momento che ho avvertito un ulteriore cambiamento dentro di me. Ho provato tanto amore, pace, gioia. Era come se mi fossi di colpo innamorata. A parole non si può spiegare, bisogna viverlo! Ho anche pianto tantissimo, forse come non facevo da anni. Mi sono resa conto di tutti gli errori che ho commesso. Dei meccanismi di autodistruzione fisica e spirituale in cui ero entrata. 

vickaSono salita sul Podbrdo, il monte delle apparizioni, non vedendo l’ora di arrivare in cima. Anche questa cosa non riesco a spiegarla a parole. È come quando siete lontani da una persona amata e dopo tanto tempo state per rivederla. Siete euforici, elettrici, non capite e non volete più nulla se non abbracciarla. Appena arrivata alla statua della Gospa, la mia anima l’ha abbracciata e l’ha stretta forte come faccio con la mia mamma e proprio lì ho iniziato a parlarLe. Non ricordo se ho pianto o meno perché ero totalmente assorta in preghiera.

Viva Maria, Regina della Pace, siamo figli tuoi”.

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Krizia Ribotta Giraudo

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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