Sei Credente, Credulone o Credibile?

Fede

 

La fede, si sa, ha diverse declinazioni, potremmo quasi dire che ne ha una per ciascun fedele. Nel proprio percorso di fede, è importante capire come rispondiamo agli stimoli che la realtà ci pone, poiché è lì che possiamo definirci: nel rapporto con l’esterno del nostro io. Nella modalità con cui abbracciamo gli interventi di Dio nella nostra vita, che si manifestano con coincidenze, rivelazioni, traumi cambiamenti. Possiamo scegliere, ed è la grande novità del Cristianesimo, di avvicinarci od allontanarci dal tracciato divino.

Essere Credulone

Il fatto di credere, ci permette anche di schermarci rispetto a ciò che sa di finto, di artefatto: Anche se il rischio è dietro l’angolo: la differenza sottile tra credente e credulone è dentro gli occhi di chi guarda. Si può approcciare un evento di fede, come un pellegrinaggio od un’apparizione, con fare credulone, oppure da credente.

Il credulone tendenzialmente si esalta delle componenti sensazionali dell’evento, della spettacolarità del miracolo. In questo caso, il miracolo, l’evento, lo stesso pellegrinaggio sono caduti nel vuoto. Poiché alimentano un’emozione che raramente si traduce in un cambiamento profondo nel modo di agire.

Essere Credente

CrociEssere credente è un passo successivo: oltre alla meraviglia verso lo straordinario, è cominciare a vedere Dio nell’ordinario. Nella vita quotidiana, con le sue croci e le sue gioie. È cominciare a vedere Dio principalmente nell’altro, riconoscerlo come parte di un progetto meraviglioso, amarlo e rispettarlo anche se è un po’ fuori moda. Anche se siamo sempre più lontani gli uni dagli altri. Essere credente è amare il proprio essere speciale, e riconoscere la specialità di ciascuna altra persona. Essere credente non si traduce con una semplice serie di riti e sacramenti, che se vissuti superficialmente sono solo un ritorno di personalità, uno specchio in cui ci facciamo un po’ più belli di ieri, un modo per descriversi, e poco altro.

Essere credente è innanzitutto capacità di rinunciare, ai propri egoismi, alle futilità, ad abbracciare l’umiltà verso una potenza più grande. Un disegno che dura secoli, e che comprende la parentesi della nostra vita, che dura poche manciate di anni.

Essere Credibile

L’ultimo passo, e forse il più difficile, è quello che ci investe della responsabilità di cambiare i nostri atteggiamenti e reazioni, di calare ciò che dalla mente è passato al cuore nelle nostre azioni quotidiane. Vuoi sapere se la preghiera funziona? Prega ogni giorno. È difficile? sì. È uno sforzo? Può essere.

Vuoi sentire la misericordia di Dio su di te? Tu ti comporti da persona misericordiosa? È difficile? Moltissimo. Vuoi provare l’amore di Dio? Tu ami? Ami anche i tuoi nemici? Sei in grado di perdonare davvero? È difficile? Moltissimo.

Eppure la richiesta evangelica di Cristo è proprio questa: essere credibili nella propria vita di fede. Per essere credibile, e dimostrare la sua accettazione incondizionata del disegno divino, Cristo accetta (e non senza difficoltà, anzi) la croce, rendendola una prova inconfutabile di credibilità. Prova ad immaginare un Gesù, che all’ultimo si tira indietro, non accetta la croce (la difficoltà estrema, il cambiamento, la fede incondizionata nella resurrezione) e magari si ritira in campagna a coltivare gli ulivi. Non sarebbe riuscito, con quell’atteggiamento, a segnare uno spartiacque nella storia dell’uomo, circondato da sole dodici persone.

La richiesta è proprio questa: per sentire sempre più nostra la credibilità cristiana, e per compiere nel migliore dei modi (cioè con l’esempio e la pratica quotidiana della gentilezza) il nostro apostolato.

Infatti nessuno crederà a ciò che diciamo, ma chiunque può vedere ciò che facciamo. È facile? No,garantito!

PreghieraMa forse rinunciare allo scontro, far esplodere la gentilezza, la cura, l’interessamento, la compassione, ci permetterebbe di avere sotto agli occhi una realtà diversa, in cui il contagio del sorriso può essere un’esperienza quotidiana. In questi tempi, in cui la vita umana ed il suo rispetto sono minacciati da forze brutali, cieche e lontane da Dio come non mai, è importante cominciare a coltivare la pace partendo da noi stessi. Dalle nostre reazioni al traffico, al bisogno, ai parenti, alle persone che in questo momento sono sulla stessa carrozza sul treno della vita.

Far esplodere la gentilezza anche e sopratutto fuori dalle cerimonie. È inutile “mettersi la cipria” in Chiesa e poi essere sordi alle richieste di aiuto intorno a noi. É inutile partecipare ad un pellegrinaggio, se stiamo andando a vedere il “circo”. Ma se davvero vuoi cominciare a cambiare la tua vita facendo irrompere la gentilezza, allora quattro o cinque giorni lontano dal mondo, in cui coltivare un piccolo giardino interiore, te li devi proprio prendere.

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D'ario

Sono D'ario, amo viaggiare con il corpo e con la mente. Dei posti che visito amo scoprire due tipi di luoghi: dove gli uomini "fanno", vecchie botteghe, vecchi saperi, vecchi gesti; e dove gli uomini pregano. Perciò amo i santuari, gli eremi, le cattedrali, le chiese di campagna, i monasteri. E tutto ciò che avvicina l'uomo al senso del tempo e dello scorrere della vita.

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