I giovani e la fede: gli under 35 e l’idea del pellegrinaggio

I giovani e la fede

 

I giovani e la fede: un binomio che sembra sempre più strano in questa società digital, dove tutto avviene per mezzo di un cellulare o un portatile. Le nuove generazioni, le cosiddette “social”, sono sempre più alienate da quella che è la vita reale, pregna di problemi e gioie reali, per ridursi a sopravvivere in quell’involucro di apparenza che è il mondo di internet. Attraverso il web e le sue dinamiche, è facile cadere in perdizione dei veri rapporti umani, specie perché le amicizie virtuali, più di quelle reali, rassicurano in qualche modo i ragazzi, che vedono sullo schermo del pc o dello smartphone di avere tanti “amici”.

I giovani e la fede: c’è chi dice “sì”

Qualcuno ha avuto il coraggio di uscire dal gruppo, di fare il Jack Frusciante della situazione e di cercare qualcosa che fosse più gratificante, più importante e decisamente più profondo di chat, emoticons e messaggini.

Negli ultimi tempi, infatti, molti giovani under 35, alla ricerca di se stessi o spesso bisognosi di una mano tesa, si sono avvicinati alla fede e alla pratica del pellegrinaggio spirituale. Questo ci risulta evidente dal cambiamento del profilo di chi ogni anno sceglie di visitare i santuari mariani non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

A rivelare questo mutamento sociale è stata proprio l’UNITALSI (Unione Nazione Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e in altri santuari internazionale): due anni fa, in occasione della Giornata Mondiale del Malato, tenutasi l’11 febbraio a Lourdes, ha diffuso un dossier contenente l’indagine sui partecipanti ai pellegrinaggi relativi al 2016.

I giovani e la fede: un sostegno spirituale e umano

Secondo quanto è emerso, 3 anni i pellegrini che hanno scelto i luoghi sacri sono stati 35.138, di cui la maggior parte hanno optato per la Grotta in cui è apparsa la Madonna a Bernadette. I malati e le persone affette da patologie erano 8.382.

I giovani e la fede- Pellegrinaggio a MedjugorjeUn numero assolutamente non da sottovalutare è 3.942, quello dei ragazzi tra i 13 e 35 anni, che indica una crescita preponderante del legame tra i giovani e la fede. E che, parallelamente, indica quanto chi rientra in questa fascia di età abbia problemi da non sottovalutare: il 33,5% ha manifestato di soffrire di depressione, il 10% di psicosi, il 3% di schizofrenia, il 2.5% di disturbi generalizzati dello sviluppo, il 2% di sindromi fobiche, l’1.5% di disturbi alimentari, lo 0.5% di dipendenze da stupefacenti. Il restante 34% è legato a patologie neurologiche, come il ritardo mentale.

Questa sempre più maggiore affluenza giovanile ai luoghi sacri suggerisce che, prima di tutto, i pellegrini necessitano di un sostegno umano e spirituale. Ad oggi, l’UNITALSI e le diverse associazioni si sentono chiamate a dover affrontare ed allietare le nuove frontiere della sofferenza, quelle che vanno che vanno oltre il corpo, ma che lacerano il cuore e l’anima.

Nei pellegrinaggi i giovani vedono una possibilità di riscatto e di rinascita, nonché un modo per fuggire dai demoni interiori. Non chiedono miracoli, ma solo di poter fare un viaggio dell’anima e dello spirito per ricomporre quel che hanno perso durante il loro cammino quotidiano.

Molti ragazzi, dopo aver affrontato il cammino di fede verso la Mamma Celeste a Medjugorje, hanno dichiarato di aver ritrovato in sé una spinta e una forza inimmaginabile per non ricadere. Tutto questo grazie alla preghiera, alla Fede, al sostegno dei volontari e di tutti i pellegrini presenti.

I giovani e la fede: le parole di Papa Francesco

Probabilmente, questo avvicinamento alla fede e alla preghiera da parte dei giovani è dovuto anche alla figura di Papa Francesco. Il suo lato umano e la sua semplicità hanno fin da subito colpito ed unito tutti, atei e agnostici compresi.

Il Sommo Pontefice ha molto a cuore i giovani e soprattutto sa parlare come arrivare a loro, talvolta usando anche il loro linguaggio. “Non accontentatevi di vivacchiare, abbiate il coraggio di sognare. La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è una “app” che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore. L’amore libero è voler bene senza possedere: amare le persone senza volerle come proprie, ma lasciandole libere. Il vero amico di Gesù si distingue essenzialmente per l’amore concreto, non l’amore nelle nuvole”.

I giovani e la fede- Papa FrancescoParole, le sue, che sono arrivate dritte al cuore, anche a coloro che sono ancora abbastanza distaccati dalla religione,  e che hanno riflettuto su quanto affermato da Papa Francesco sulla libertà. “La libertà non è poter sempre fare quello che mi va: questo rende chiusi, distanti, impedisce di essere amici aperti e sinceri; non è vero che quando io sto bene tutto va bene. Bisogna saper dire di no. La libertà, invece, è il dono di poter scegliere il bene: è libero chi sceglie il bene, chi cerca quello che piace a Dio, anche se è faticoso. Ma solo con scelte coraggiose e forti si realizzano i sogni più grandi, quelli per cui vale la pena di spendere la vita. Non accontentatevi della mediocrità, di “vivacchiare” stando comodi e seduti”.

Solo mettendo in pratica questi consigli e riconoscendo di aver bisogno dell’amore di Cristo, i giovani e la fede possono costruire un legame molto solido e di lunga durata.

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Krizia Ribotta Giraudo

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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Pellegrinaggi
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Pellegrinaggio a Lourdes dal 2 al 5 Giugno
13-06-2016
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Con questa mia desidero esprimere i più sinceri complimenti per il garbo, la professionalità, la competenza e la disponibilità con le quali Roberto ci ha accompagnato nel pellegrinaggio.
Essendo diretti in un luogo di culto e di fede, durante il viaggio sia all’andata che al ritorno, ha saputo gestire i momenti di preghiera e di approfondimenti storico culturali senza imporli ma proponendoli con garbo.
Una volta sul posto ha saputo dare ai partecipanti un quadro sufficientemente chiaro ed esaustivo della vita e …

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