Medjugorje, piccole grandi confessioni di fede

Statua di Maria sul Podbrdo

 

Dedicato a tutti i pellegrini con cui ho condiviso l’emozione di Medjugorje

Da quando è stata creata la nuova rubrica Miracoli, questo sito ha avuto un boom di visualizzazioni, e gli articoli stessi un numero molto alto di condivisioni, e questo, onestamente, mi ha stupito. Non è di certo la prima volta che si raccontano le guarigioni miracolose di persone in un luogo di pellegrinaggio, Brosio le ha addirittura raccolte in un libro, eppure le persone le leggono. E le condividono, sperando che, qualcosa di buono, possa succedere anche a loro.

Questo mi ha portato a riflettere su quanto la gente sia fragile e abbia bisogno, in un certo senso, di appigliarsi a eventi straordinari di questo tipo per fortificare la propria fede. Non solo quindi “vedere per credere”, ma anche “ascoltare”. Le testimonianze, quindi sono così importanti? A questo risponde il Vangelo, riportando quella che avrebbe dovuto essere la missione degli Apostoli: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura” (Marco, 16:15). Mettendo il pratica le direttive del Signore, ciascuno di noi è chiamato a proclamare la fede cristiana e la buona novella attraverso il suo esempio, gli episodi a cui ha assistito, le grazie ricevute e i miracoli che l’hanno fatto tornare all’ovile di Dio, come la pecora smarrita di cui si parla nei Vangeli di Luca e Matteo.

Ecco dunque spiegato il motivo del bisogno e della voglia di condividere quanto è accaduto per intercessione di Dio o della Vergine Maria. E mi sento chiamata quindi in causa, nel mio piccolo, a raccontare la mia testimonianza su Medjugorje.

Medjugorje, l’evoluzione del pellegrinaggio

Chiesa di MedjugorjeOvviamente tralascio la parte più personale, quella che riguarda il motivo del pellegrinaggio, perché ognuno decide di andare a Medjugorje per una ragione, e mi concentro su quello che ho ricevuto, sulle emozioni provate e sul cambiamento che, seppure minimo, ho provato in prima persona. Farò i nomi di alcuni dei miei compagni di viaggio, perché da vera famiglia quale siamo diventati, è giusto credo che ognuno abbia un’identità. E trattandosi di nomi comuni, a differenza del mio, non si creano problemi di privacy o altro.

Medjugorje, per me, è venuto per caso, anche se come spiegato dagli accompagnatori e guide spirituali, nulla, in quel luogo, è casuale, neanche la nostra chiamata. La Madonna chiama ognuno di noi in un determinato momento, per una ragione ben precisa, anche se non ce ne accorgiamo subito, ma lo capiamo a posteriori, una volta tornati a casa, magari anche a distanza di tempo. Per me era semplice curiosità, ne avevo sempre sentito parlare, ma non ero a conoscenza della storia. Così quando sono salita sul pullman ho aperto uno dei libri sulle apparizioni di Maria che mi ero portata dietro e ho iniziato a leggere la parte legata ai veggenti. Poi quella delle apparizioni, poi degli arresti… e senza rendermene conto, in un paio d’ore, ho finito il libro. E la mia curiosità era aumentata ancora di più.

Una volta arrivata là, di tempo libero/personale ce n’è stato ben poco, e l’ho passato quasi tutto parlando con gli altri pellegrini, ascoltando le loro confidenze e regalando loro sorrisi. Sentire le loro storie così difficili e “pesanti” non mi permetteva di dire quello che era il motivo che mi aveva spinto ad essere lì. Troppo banale, vuoto e anche ingrato in un certo senso. La curiosità è donna, ma di fronte a una persona anche anziana che si è fatta 15 ore di pullman per ringraziare la Madonna per un intervento riuscito al nipote malato di tumore, la curiosità diventa un qualcosa di cui vergognarsi. Qualcosa che mi ha portato a chiudermi in camera e piangere, saltando anche la cena una volta, perché mi sentivo inappropriata, circondata da tutte quelle persone che basavano la loro vita sulla fede e sulla preghiera. Quella stessa preghiera che io ho allontanato quando è mancato mio nonno, l’uomo più importante della mia vita. Quella stessa preghiera che avevo per anni trasformato in bestemmie, perché non riuscivo a spiegarmi perché quel dolore era toccato proprio a me.

La risposta è arrivata quasi a fine pellegrinaggio, grazie anche alle lunghe confidenze con Nina, una dei 3 accompagnatori e guide, che con il tempo è diventata una sorella maggiore sempre presente nella vita. Ho capito che sbagliavo domanda: non dovevo chiedere “perché a me”, ma “perché non a me”. Cos’avevo io di speciale rispetto agli altri pellegrini lì? Perché se avevano sofferto loro non avrei dovuto farlo anch’io?

Durante la testimonianza della veggente Vicka Nina, abbracciandomi forte, mi ha detto una frase bellissima, che ovviamente ho capito solo in seguito: “Non aver paura di chiedere in questo momento”. Chiedere cosa? E paura di cosa?

Il ritrovamento della fede perduta

VickaRisposte, queste, che sono arrivate solo in seguito, durante gli altri pellegrinaggi. In totale ne ho fatti 9, grazie anche al mio lavoro che mi permette tutta questa flessibilità, ovviamente. Tanti i momenti speciali, tra cui la testimonianza di Suor Kornelia, che puntualmente mi commuoveva con la sua frase: “Se avete degli anziani in casa siete fortunati”, e l’incontro con Vicka, con cui siamo anche riusciti a scattare una foto con parte del gruppo.

Ogni volta ho conosciuto pellegrini stupendi, con cui è nato un bellissimo rapporto che è continuato nel tempo, e la naturalezza con cui si aprivano davanti a una birra al bar o seduti in veranda da Tukjia– la pensione in cui prendevo almeno 3 kg ogni volta, con quel mangiare (passatemi il termine) divino– è un qualcosa che può avvenire sono in certi luoghi magici come Medjugorje.

Riccardo, Mina, Lara, Leo, Patrizia, Michele, Fabio, Enza, Bruna, Germana, Carlotta, Cathy, Rosario, Loredana, Raffaele, Luigi, Margherita non sono solo (alcuni) dei nomi di persone con cui ho condiviso Medjugorje. Sono nomi di uomini e donne straordinari, con una fede tangibile e contagiosa, che mi hanno regalato tanto, ognuno a suo modo, e hanno contribuito a quello che per me è stato il mio piccolo grande percorso che mi ha portato al ritrovamento della fede perduta.

Mi ritengo anche fortunata di aver avuto, alcune volte, bambini nei miei pellegrinaggi. Davide e Chanel sono solo due dei piccoli che mi giravano intorno e che mi ritrovavo vicino anche a pranzo e a cena, senza che io avessi fatto niente di speciale per loro. E quello mi ha fatto riflettere: a volte basta anche solo un sorriso, un’attenzione in più, un abbraccio, una coccola quando la mamma e il papà sgridano, e ti conquisti i bambini. Perché, nella loro ingenuità, capiscono che lo fai in modo sincero e senza chiedere nulla in cambio.

“Grazie”, una delle 3 parole chiave per Papa Francesco

Messaggi della MadonnaQuando i genitori mi hanno chiesto grazie per aver fatto da babysitter, il grazie lo giravo io a loro, perché hanno dei figli splendidi, e devono esserne orgogliosi.

E l’altro grazie ogni volta era per la Madonna, che mi ha fatto capire che mio nonno è al suo fianco. Ho quindi la certezza che è in buone mani, e posso lasciarlo andare completamente, perché possa godersi a pieno il Paradiso tanto meritato.

“Grazie”. Una delle tre parole che Papa Francesco definisce fondamentali per l’armonia in famiglia. “Permesso, scusa e grazie”. Così semplici, ma così difficili da dire.

Grazie ai miei compagni di pellegrinaggio. Grazie a Nina, Uriele e Ivan, gli accompagnatori che fanno il loro lavoro mettendoci il cuore, a tutti gli autisti, Salvatore, Alfredo, Stefano, Leo, Beppe, Elio e Ruslan, al Tukjia, a Club Magellano, alla vita.

E se a Medjugorje, durante la preghiera collettiva, c’è un bambino che, guardandomi, dice ad alta voce: “Sei bellissima”, gli sorrido, felice. Perché quando si prega con il cuore, si diventa più belli.

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Krizia Ribotta Giraudo

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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