Nostra Signora di Fatima, la Vergine rivelatrice dei segreti

I pastorelli di Lourdes

 

Fin dal lontano 1917, da cui ormai sono trascorsi quasi cento anni, si è largamente dibattuto sul significato delle rivelazioni della Vergine ai pastorelli portoghesi Giacinta, Francisco e Lucia. Come spesso accadde (e accade tutt’ora) a coloro che assistevano ad apparizioni e miracoli, i piccoli veggenti non vennero immediatamente creduti né dai fedeli (dalla madre di Giacinta in primis, che accusò la figlia di menzogna) né dalla Chiesa: soltanto nel 1919, quando l’afflusso di pellegrini a Cova d’Ira, luogo delle apparizioni mariane ai pastorelli, era ormai consistente e regolare, il vescovo della diocesi di Leiria-Fatima Don Josè Alves Correia da Silva ordinò che iniziassero le indagini canoniche ufficiali. Nell’ottobre 1930, finalmente, lo stesso vescovo affermò: “Dichiariamo degne di credenza, le visioni dei bambini pastori della Cova Iria, avvenute nella parrocchia di Fàtima, in questa diocesi, dal 13 maggio al 13 ottobre 1917 (…) permettiamo ufficialmente il culto della Madonna di Fàtima”, riconoscendo così veritieri i racconti dei tre cuginetti. Ma cosa accadde durante queste epifanie? Cosa rivelò la Vergine Maria ai pastori? Certo, erano tempi difficili, anni di guerra e devastazione sia fisica che spirituale, in cui forte ed estremamente concreto era il bisogno di fede, di preghiera e di soprattutto di conferme.

LA PRIMA PARTE DELLA RIVELAZIONE DI NOSTRA SIGNORA DI FATIMA: LA FINE DELLA GRANDE GUERRA

Molto diffusa è la credenza che esistano tre “segreti di Fatima”, tre differenti rivelazioni che la Vergine Maria confidò a Giacinta, Francisco e Lucia durante le sue manifestazioni. In realtà la Vergine comunicò loro durante la sua terza apparizione avvenuta il 13 luglio 1917 un unico importante messaggio suddiviso in tre parti, ognuna delle quali contenente una rivelazione specifica, prima fra tutti l’imminente fine della Grande Guerra, il conflitto che da lunghi anni stava sconvolgendo il mondo intero portando con sé morte e disperazione e che coinvolgeva da vicino i tre pastorelli poiché il fratello di Lucia combatteva al fronte.

La Madonna di Fatima“Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire”.

La prima parte della rivelazione, meglio conosciuta come “primo segreto di Fatima”, conteneva dunque un lieto messaggio per i pastorelli e per l’umanità intera ma l’affermazione fu preceduta dall’apparizione dell’inferno ai tre bambini. Un inferno che Lucia definì nei suoi scritti come un grande mare di fuoco sotterraneo nel quale erano immersi demoni e anime dalle forme antropomorfe; particolarmente diretta è la descrizione dei demoni “dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti”. Tale visione dell’inferno terrorizzò talmente tanto i bambini che i tre credettero di morire di spavento.

LA SECONDA PARTE DELLA RIVELAZIONE DI NOSTRA SIGNORA DI FATIMA: UN’ALTRA DEVASTANTE GUERRA IN ARRIVO

Sempre durante la sua terza apparizione, la Vergine proseguì nelle sue dichiarazioni e rivelò ai giovani pastori anche una seconda parte del suo messaggio. È fondamentale precisare che, in questa storica giornata, migliaia erano le persone radunatesi alla Cova d’Iria che volevano assistere personalmente all’apparizione e confermare o smentire ciò che i bambini andavano raccontando. Diffusa, infatti, era l’opinione che i tre non erano altro che bugiardi o pazzi visionari. Nostra Signora di Fatima, dunque, comunicò anche la seconda parte del suo messaggio:

“La guerra sta per finire, ma se non cessano di offendere il Signore, nel regno di Pio XI, ne incomincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il gran segno che vi dà Dio che prossima è la punizione del mondo per i suoi tanti delitti, mediante la guerra la fame e le persecuzioni contro la Chiesa e contro il Santo Padre. Per impedire ciò, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati del mese. Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà pace. Altrimenti diffonderà nel mondo i suoi errori suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa; molti buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire; varie nazioni saranno annientate; infine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede”.

Questo secondo messaggio, in realtà, contiene molte rivelazioni, prima fra tutte quella un secondo conflitto peggiore di quello in atto, che si sarebbe consumato a causa delle continue offese al Signore e al Santo Padre e a meno che la Russia non si fosse convertita al cattolicesimo e al culto del cuore immacolato di Maria. Il punto più sconvolgente di questa seconda parte del messaggio è però la sofferenza del Santo Padre, che sarebbe stata poi identificata da Lucia come l’attentato nei confronti di Papa Giovanni Paolo II avvenuto il 13 maggio del 1981, 64 anni dopo la comunicazione del messaggio.

In questa data, infatti, papa Wojtila fu colpito da due proiettili mentre si trovava in Vaticano a bordo della Papamobile scoperta, colpi sparati dal killer professionista turco Ali Ağca che fu poi perdonato da Papa Giovanni Paolo II ma condannato all’ergastolo dalla giustizia italiana e in seguito estradato in Turchia.

La verità in merito ai mandanti dell’atto potenzialmente omicida non fu mai raggiunta: tesi di maggioranza sostengono la responsabilità della Russia nella preparazione dell’attentato ma tutte le informazioni ad essa relative devono essere considerate solo delle ipotesi in quanto nessuna di esse è stata dichiarata ufficiale. Consolante per i piccoli pastori fu senza dubbio la conferma da parte della Vergine Maria che il Portogallo avrebbe comunque mantenuto viva la propria fede, nonostante tutto quel che stava accadendo.

TERZA E ULTIMA PARTE DELLA RIVELAZIONE DI NOSTRA SIGNORA DI FATIMA

Santuario di LourdesL’ultima parte della rivelazione della Vergine non fu immediatamente manifestata alla Chiesa; soltanto nel 2000 quest’ultima parte del “segreto” fu comunicata da Suor Lucia a Papa Benedetto XVI.

La parte conclusiva della rivelazione è senza dubbio la più difficile da comprendere, in quanto meno esplicita rispetto alle altre, più ricca di simbolismo e con meno riferimenti concreti.

Quest’ultima parte, infatti, più che una rivelazione verbale è una vera e propria sequenza di scene ritraenti in sequenza un Angelo con la spada di fuoco, un Vescovo vestito di bianco che i tra pastorelli hanno individuato nel Santo Padre, che insieme ad altri religiosi e religiose salivano una montagna, e una città in rovina piena di cadaveri. Tali immagini furono interpretate in seguito dalla Chiesa e furono collegate alla Penitenza e al sacrificio dei martiri.

SUOR LUCIA, LA CUSTODE DEL SEGRETO DI FATIMA

Dei tre pastorelli testimoni delle apparizioni e custodi di ciò che la Madonna di Fatima rivelò loro, soltanto la più grande, Lucia, sopravvisse e potè raccontare ciò che accadde. Giacinta e Francisco morirono ancora bambini, l’una colpita da pleurite nel 1920 e l’altro dall’influenza spagnola nel 1918, epidemia che decimò l’Europa dopo la fine della Grande Guerra. Lucia, divenuta Suor Maria Lucia del Cuore Immacolato, conservò e trascrisse con cura e dovizia di particolari le prime due parti della rivelazione nel 1941; nel 1944, dietro ordine dell’allora vescovo di Leiria, consegnò in busta chiusa anche la terza parte del “segreto di Fatima”, raccomandandosi che non fosse aperta prima del 1960 perché quella era la volontà della Vergine. Suor Lucia trascorse la maggior parte della sua vita in clausura (ebbe soltanto alcuni colloqui privati con vescovi e papi) e morì all’età di 98 anni a Coimbra; il suo corpo riposa all’interno della Basilica di Fatima, accanto a quello della cugina Giacinta.

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Sara Grossi

Geografa di formazione, accompampagnatrice turistica per professione e viaggiatrice per passione, amo scoprire luoghi fuori dal comune e respirarne l'essenza. Novella blogger, vorrei comunicare le mie scoperte a chi abbia voglia di condividerle con me. Amo follemente la montagna, luogo in cui in cui mi rifugio a riflettere e talvolta scrivere, la letteratura di viaggio, la storia medievale, il buon cibo e le isole greche su cui vivo diversi mesi all'anno. Cosa mi spaventa? La noia. Mi terrorizza rimanere ferma nello stesso punto, non solo geograficamente parlando!

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Con questa mia desidero esprimere i più sinceri complimenti per il garbo, la professionalità, la competenza e la disponibilità con le quali Roberto ci ha accompagnato nel pellegrinaggio.
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