Le origini del Santo Natale

Gesù Bambino
 

Il Santo Natale è la ricorrenza religiosa con la quale la maggior parte delle chiese cristiane d’Occidente e le chiese greco-ortodosse festeggiano la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo. Nella tradizione del cristianesimo, la nascita di Gesù Bambino è narrata da racconti ben precisi che è possibile leggere nei Vangeli, in particolare nel Vangelo secondo Luca e nel Vangelo secondo Matteo (Marco e Giovanni non fanno riferimento alcuno all’episodio).

Nel Vangelo secondo Luca, nel secondo capitolo, si legge: “Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo”. (Luca 2, 4).

In Matteo, invece, si legge: “Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamo Gesù”. (Matteo 1, 6).

Ancor prima, è possibile risalire alle origini ebraiche del Natale (com’è noto, tutta la religione cristiana trae le sue origini da quella ebraica) dall’Antico Testamento, quando è annunciata la venuta del Messia.

Il Santo Natale tra paganesimo e cristianesimo

NativitàNei Vangeli e nella Bibbia in generale non è presente alcun riferimento né all’ambientazione della grotta che ci sovviene alla mente ogni qualvolta pensiamo alla nascita di Gesù né alla data in cui il Bambino nacque e, di conseguenza, al periodo dell’anno in cui si festeggia il Santo Natale.

L’ambientazione della Natività, infatti, sebbene sia parte del sentimento comune, è presente nei Vangeli non riconosciuti, i cosiddetti “vangeli apocrifi”, mentre la datazione in cui comunemente si celebrano i festeggiamenti hanno origini cosiddette “pagane” ossia riferite a divinità non cristiane. Nella fattispecie, gli antichi romani avrebbero sostituito la festa del “Natalis Solis Invicti” dedicata alla divinità pagana del Sole con la nascita di Cristo.

Poco importa tutto ciò, è noto che all’interno delle tradizioni religiose è possibile ritrovare residui di altre festività o contaminazioni non religiose: è il meccanismo delle tradizioni, che spesso intrecciano storie e persone diverse provenienti da lontano, racconti tramandati per lunghi secoli soltanto oralmente di cui non si ha nessuna certezza assoluta. Quel che importa è che all’interno del calendario cristiano esista una data in cui, tutti gli anni, ci si ricordi che un Bambino è venuto al mondo per la salvezza di tutte le genti.

Il Santo Natale e il significato dell’Avvento

Il Santo Natale è una ricorrenza talmente importante che è assolutamente indispensabile una preparazione personale e spirituale per viverla al meglio: ecco il significato dell’Avvento, il periodo che precede il Santo Natale.

L’Avvento ha origini molto antiche. Si hanno testimonianze di Avvento in Gallia e in Spagna sin dalla fine del IV secolo, mentre si dovrà attendere due secoli per assistere alle prime celebrazioni della preparazione al Santo Natale nella Chiesa di Roma che a tratti ricordava fortemente la preparazione della celebrazione della Pasqua del Signore, il tempo della Quaresima.

Ma cosa significa realmente la parola “Avvento”? Con una breve ricerca è possibile risalire all’etimologia del termine: “avvento” deriva dalla parola latina “adventus” che significa “in arrivo”. In tale periodo, che ha inizio alla fine del mese di novembre, tutta la comunità si prepara all’arrivo nel mondo del Figlio di Dio e tale attesa è colma di impegni che i fedeli sono chiamati a onorare per vivere al meglio l’avvenimento.

Tutte le domeniche di Avvento, ad esempio, alla Santa Messa si leggono estratti di Vangelo ben precisi: durante la prima domenica di Avvento la lettura è riferita alla venuta del Signore alla fine dei tempi, la seconda e la terza domenica a Giovanni Battista, mentre la quarta domenica è dedicata agli antefatti alla nascita di Nostro Signore. E le restanti letture dall’Antico Testamento non sono certo scelte casualmente poiché sono relative proprio alla venuta del Messia e sono tratte soprattutto dal libro del Profeta Isaia.

Vivere a pieno il periodo dell’Avvento è talmente importante che anche nelle messe feriali le letture sono scelte con cura: Vangelo secondo Luca e secondo Matteo, libro di Isaia e altri testi dell’Antico Testamento di particolare rilevanza.

Durante gli ultimi giorni di Avvento, per concludere questo periodo dell’anno liturgico tanto fondamentale, la Novena di Natale si afferma ogni anno come momento molto significativo per tutta la comunità dei fedeli.

Il presepio, simbolo del Santo Natale

PresepioCome ogni festività che si rispetti, anche il Santo Natale ha i suoi simboli. Durante il succedersi dei secoli, molti nuovi simboli sono stati associati a questa ricorrenza religiosa, sebbene la maggior parte di essi non abbia assolutamente nulla a che vedere con l’animo cristiano della celebrazione: alberi di Natale, agrifogli e Babbi Natale di varia origine non riguardano, infatti, la tradizione cristiana; solo uno dei simboli natalizi, il presepio, è l’emblema della Natività. Il presepio, altrimenti detto presepe, è la rappresentazione della Natività di Gesù ricreata grazie a piccole statuine fatte di legno o di gesso (negli ultimi anni anche di plastica) che, sapientemente collocate, riproducono la scena della nascita di Gesù Bambino.

La grotta, Maria Vergine, San Giuseppe, il piccolo Gesù in una mangiatoia, un bue e un asinello sono le statuine essenziali del presepio, cui ognuno di noi può aggiungere i personaggi e l’ambientazione che più preferisce: una bella grotta in legno, le montagne intorno a Betlemme, i pastori con le pecore e l’immancabile stella cometa che indico ai tre Magi il luogo della nascita del Bambin Gesù.

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Sara Grossi

Geografa di formazione, accompampagnatrice turistica per professione e viaggiatrice per passione, amo scoprire luoghi fuori dal comune e respirarne l'essenza. Novella blogger, vorrei comunicare le mie scoperte a chi abbia voglia di condividerle con me. Amo follemente la montagna, luogo in cui in cui mi rifugio a riflettere e talvolta scrivere, la letteratura di viaggio, la storia medievale, il buon cibo e le isole greche su cui vivo diversi mesi all'anno. Cosa mi spaventa? La noia. Mi terrorizza rimanere ferma nello stesso punto, non solo geograficamente parlando!

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