Nel decennale della scomparsa di Papa Giovanni Paolo II

PAPA GIOVANNI PAOLO II

 

Sono già passati dieci anni da quella sera del 2 aprile 2005, quando poco dopo le nove e mezza venne annunciata la morte di uno dei personaggi più carismatici ed amati del ventunesimo secolo. Migliaia di persone radunate in piazza San Pietro, e milioni di fedeli sparsi per il pianeta, uniti in una comune preghiera per accompagnare gli ultimi istanti di vita terrena e la dipartita verso la dimora eterna di Papa Giovanni Paolo II.

“Santo subito, Santo subito” fu questo l’urlo unanime che si innalzò nei cieli di Roma, quando il cardinale Leonardo Sandri, allora sostituto alla Segreteria di Stato, diede al mondo il fatidico annuncio.

“Carissimi fratelli e sorelle, alle 21.37 il nostro amatissimo Santo Padre Giovanni Paolo II è tornato alla Casa del Padre”.

Chi era Karol Wojtyla?

Ventisette lunghissimi anni di Pontificato, centoquattro viaggi, dialogo con le altre confessioni religiose ed un nuovo modo di annunciare la parola di Cristo tra la gente. Papa Giovanni Paolo II entrò nel cuore delle persone fin dalla sua prima apparizione sul soglio pontificio avvenuta il 16 ottobre 1978, quando si presentò al mondo con l’umiltà e con il timore di non essere all’altezza di un ruolo, che nel giro di pochi anni lo consacrò come Santo.

La nuova aria che stava per invadere la Chiesa Cattolica, la si cominciò a respirare già da subito, quando con un pizzico di ironia, in riferimento alla sua non ottima conoscenza della lingua italiana, dettata dalla sua provenienza, disse: “Se sbaglio, mi corriggerete”. Frase che entrò negli annuari.

Un uomo venuto da lontano

Karol Wojtyla infatti era originario di Wadowice, piccola cittadina della Polonia meridionale, e poco distante da Cracovia, città della quale fu arcivescovo e Cardinale.

Nacque nel 1920, e la sua vita fu subito segnata da una sofferenza con la scomparsa prematura di madre e fratelli, eventi che fortificarono la sua forte fede.

Successivamente la formazione seminaristica compiuta in clandestinità nel corso della seconda guerra mondiale, durante la quale riuscì a scampare proprio per un soffio dal rastrellamento nazista. Fece diversi lavori per potersi permettere di studiare, ma dedicò il suo tempo anche ad altre passioni, come lo sport ed il teatro.

Ordinato sacerdote nel 1946, proseguì poi i suoi studi teologici a Roma, e dopo un decennio passato tra missioni pastorali, ed insegnamento universitario diventò prima vescovo ausiliare nel 1958, e successivamente arcivescovo di Cracovia nel 1963. Venne fatto cardinale da Papa Paolo VI quattro anni dopo.

“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”

San Giovanni Paolo IICosì disse questo cardinale cinquantottenne, semi sconosciuto dalla maggior parte delle persone, ed inaspettatamente eletto alla guida della Chiesa Cattolica, durante la sua omelia di inizio pontificato.

Parole semplici e dirette, come d’altronde era lui. Un uomo spontaneo e capace di amare incondizionatamente tutti. Un amore per il prossimo e per Dio che fu capace di trasmettere a milioni di persone, credenti e non, che si radunavano davanti a lui, a Roma e nei suoi numerosi viaggi in giro per il mondo, dove si impegnò a portare la sua testimonianza di gioia, di cambiamento di rinnovamento, predicando la pace e l’amore cristiano come mezzo di contrasto alla guerra e all’odio.

Proprio per questo fu spesso preso di mira da mitomani, fanatici ed esaltati che provarono più volte ad aggredirlo e a dargli contro. Subì molti tentativi di attentati, il più famoso dei quali nel 1981 da parte del turco Ali Agca, che prima di una pubblica udienza in piazza San Pietro, gli sparò due colpi di pistola.

Il mondo aveva ancora bisogno del suo amato Papa, e così Dio decise che non era ancora giunta l’ora.

Paolo II dimostrò la sua grande forza emotiva anche nella capacità di perdonare. Due anni dopo, infatti si recò in carcere appositamente per fare visita al suo attentatore, con l’intento di perdonarlo, intrattenendosi anche in un breve colloquio privato, i cui argomenti non sono mai stati resi noti.

Wojtyla non fu capace solo di concedere, ma anche di chiedere perdono, cosa fino all’ora piuttosto rara ed inusuale per un pontefice. Ebbe il coraggio e la capacità di scusarsi per tutti i soprusi commessi dalla Chiesa Cattolica nel corso dei secoli, tra cui i crimini delle Crociate.

Cambiò il modo di divulgare il Vangelo, senza però mai mettere in discussione la dottrina, rimanendo intransigente anche su temi più volte frutto di dibattito quali aborto, eutanasia, difesa della vita, matrimonio omosessuale, ammissione dei divorziati ai sacramenti e sacerdozio femminile.

Mostrò il suo carisma e la sua forza d’animo fino all’ultimo, non avendo mai paura di mostrarsi nemmeno in condizioni di malattia e sofferenza, quando camminava e parlava a fatica. Si mostrò in pubblico fin quasi alla fine dei suoi giorni, e rimase sereno e lucido fino all’ultimo respiro, partecipando dal letto di morte, alla sua ultima Eucarestia, concelebrata dai suoi più stretti collaboratori al suo capezzale.

La Beatificazione e la Canonizzazione

Giovanni Paolo II

Il suo successore papa Benedetto XVI, autorizzò l’inizio immediato del processo di Beatificazione, dispensando l’attesa dei consueti cinque anni previsti dal codice di diritto canonico.

Il 1 maggio 2011, dopo l’attribuzione di un miracolo alla sua intercessione, Papa Giovanni Paolo II venne proclamato Beato in piazza San Pietro, davanti ad un milione e mezzo di fedeli.

Dopo la conferma di un secondo miracolo il 27 aprile 2014, venne canonizzato assieme al “Papa Buono” Giovanni XXIII (Angelo Roncalli), in una celebrazione a cui presero parte sia il Papa emerito Benedetto XVI e sia il Papa “regnante” Francesco, suoi successori.

Un evento unico nella storia della Chiesa, con protagonisti quattro grandi vescovi di Roma, diversi caratterialmente, ma uniti nel nome di Cristo.

Nel decennale della scomparsa di Papa Giovanni Paolo II, lo ricordiamo così, come un grande esempio di umanità, bontà e misericordia.

Per maggiori informazioni sulla vita di Beato Woytila, cliccare QUI per conoscere tutti i dettagli del nostro pellegrinaggio in Polonia, alla scoperta dei suoi luoghi natali.

The following two tabs change content below.

Andrea Icardi

Sono Andrea, e le mie principali passioni sono arti marziali, lettura, musica, scrittura, web. Sono diplomato in un Istituto Turistico. Collaborare con questo Blog mi sembra il giusto compromesso tra il mio percorso scolastico e le mie passioni.

Leave a Reply

 

 

 

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

4.8 5 203
Pellegrinaggi
164
Pellegrinaggio a Lourdes dal 2 al 5 Giugno
13-06-2016
5 5

Con questa mia desidero esprimere i più sinceri complimenti per il garbo, la professionalità, la competenza e la disponibilità con le quali Roberto ci ha accompagnato nel pellegrinaggio.
Essendo diretti in un luogo di culto e di fede, durante il viaggio sia all’andata che al ritorno, ha saputo gestire i momenti di preghiera e di approfondimenti storico culturali senza imporli ma proponendoli con garbo.
Una volta sul posto ha saputo dare ai partecipanti un quadro sufficientemente chiaro ed esaustivo della vita e …

Continua Lettura »

Leggi Tutte le Recensioni »
x

Informativa sui cookie

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.