I dintorni

Campobasso

La città di Campobasso, capoluogo di provincia e di regione del Molise, è situata 786 metri sopra il livello del mare e e conta circa 50.000 abitanti.

L’origine sembra ricondurre ai secoli VIII e X, quando si ha già notizia dell’esistenza di 2 borghi, Campus de Prata e Campus bassus, dove la parte più antica è situata sulle pendici di un colle ed è dominata dal Castello Monforte, mentre la parte nuova si estende in pianura.

Grando sviluppo urbano si ebbe sotto gli Angioini e gli Aragonesi, continuando per i secoli successivi. Dal punto di vista economico la città è caratterizzata prevalentamente dal settore agricolo e dall’allevamento del bestiame, ma troviamo anche delle industrie artigianali per la lavorazione di lame d’acciaio che hanno origini molto antiche, in quanto l’arte spadaria del luogo è documentata già nel ‘300.

Gesualdo

Gesualdo, centro agricolo dell’Appennino Sannita, posto tra i fiumi Calore e Ufita, venne fondato dai longobardi da parte di Gesualdo di Benevento, da cui prese il nome il feudo.

Meritano particolare attenzione il castello medievale, ampliato nel XVI secolo, la Chiesa seicentesca di Santa Maria, e la chiesa parrocchiale (1755) dove sono conservate tele e statue lignee del XVIII secolo, di scuola napoletana.

Foggia

Situata nell’interessante paesaggio del Tavoliere Pugliese, la più vasta pianura dell’Italia meridionale, Foggia è un importante centro industriale e culturale, dal clima tipicamente mediterraneo, caratterizzato da estati calde ed inverni relativamente freddi.

Diverse le ipotesi sulle origini del primo insediamento umano, la prima fonte certa sull’esistenza della provincia si fa risalire alla dominazione normanna, tra l’XI e il XII secolo.

Si deve al normanno Roberto il Guiscardo, infatti, la costruzione del primo abitato e lo sviluppo sociale ed economico di questa terra.

Nel corso della sua storia subì il dominio di diverse dinastie, dagli Angioini agli Aragonesi, dai Borboni a Napoleone.

Fu più volte soggetta a terremoti che la distrussero nella quasi totalità, nonostante ciò, però, ha sempre rappresentato un importante centro strorico-sociale ed economico.

Montefusco

Montefusco, comune della provincia di Avellino, dista 21 chilometri dal capoluogo, a 750 metri di altezza e al centro di una zona di alte colline che favoriscono la coltivazione della vite. Di Origine longobarda, il suo nome deriva dal latino Mons fuscus (monte oscuro ossia nascosto dalla nebbia o dalle nuvole), con chiaro riferimento alla posizione dell’abitato, che si sviluppò a circa 700 metri di quota.

Durante il periodo svevo fu sede di un “balivo” (comandante militare). Alla fine del XVI secolo fu capoluogo dell’Irpinia, fin quando lo divenne Avellino, nel 1806.

Montefusco è un punto di riferimento per la produzione artigianale di alto contenuto artistico; il comune è, infatti, noto per la lavorazione a tombolo di merletti, coperte e tovaglie, antico e prezioso artigianato femminile.

Morcone

Morcone conserva avanzi del castello medievale che fu edificato sulle mura poligonali di un’arce sannita.

Di particolare pregio è il centro storico di struttura medievale ben conservato. Ormai annesso ad esso troviamo il convento dei padri francescani una costruzione di 400 anni fa che conserva tutto il suo fascino e oltre ad essere meta di visitatori per la sua bellezza viene sempre più frequentato dai tanti fedeli di padre Pio da Pietrelcina che il 6 gennaio 1903 entra nel seminario di Morcone per fare il noviziato e qui prenderà il nome di fra Pio vi resterà per uno intero anno.

San Marco La Catola

Ai confini con la Campania, su una collina del Subappennino Dauno dalla quale si domina anche la diga di Occhito, sorge San Marco La Catola che prende il suo nome dall’omonimo torrente.

Oggi San Marco può contare su un’agricoltura basata sulla produzione di grano, olio e frutta e su attrattive paesaggistiche legate principalmente ai vasti boschi che la circondano, come quello di San Cristoforo.

Si segnala inoltre, il Santuario della Madonna di Josafat, annesso al Convento dei Padri Cappuccini, edificato intorno al 1530-1535 sulle rovine di una preesistente abbazia.

Sant’Elia a Pianisi

Il paese di Sant’Elia a Pianisi, in provincia di Campobasso non ha origini antichissime.

I suoi primo abitatori dell’attuale centro salirono dai villaggi di Casalfano e San Nicola abbandonati in seguito alla distruzione del castello di Pianisi, nel 1598, ad opera degli spagnoli.

La prima pietra del convento, con la benedizione del padre generale dei cappuccini Lorenzo da Brindisi, fu posta il 4 ottobre 1604. La chiesa venne dedicata a San Francesco d’Assisi.

Serracapriola

Nella cittadina di Serracapriola è da visitare il castello, antica sede di nobili famiglie come Sforza, Guevara, Gonzaga e Maresca.

Nella chiesa di San Mercurio è possibile ammirare un prezioso altare di legno dorato sul quale sono pesenti dipinti ad olio di Francesco da Tolentino che rappresentano San Mercurio, la Madonna col Bambino e una Santa.

Venafro

Venafro trae le sue origini da un crogiolo di civiltà diverse che ne hanno segnato in modo originale costume, architettura, arte.

I Romani riservarono attenzione particolare alla città, che arricchirono con ville, teatro monumentale, anfiteatro e con un acquedotto lungo ben trenta chilometri alimentato dalle acque del fiume Volturno.

Simbolo delle epoche seguenti, è il castello. Suggestivo il percorso religioso con la Cattedrale, San Francesco, Santa Chiara, l’Annunziata.

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13-06-2016
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Con questa mia desidero esprimere i più sinceri complimenti per il garbo, la professionalità, la competenza e la disponibilità con le quali Roberto ci ha accompagnato nel pellegrinaggio.
Essendo diretti in un luogo di culto e di fede, durante il viaggio sia all’andata che al ritorno, ha saputo gestire i momenti di preghiera e di approfondimenti storico culturali senza imporli ma proponendoli con garbo.
Una volta sul posto ha saputo dare ai partecipanti un quadro sufficientemente chiaro ed esaustivo della vita e …

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