Il pellegrinaggio a Medjugorje: come viverlo al meglio

Pellegrinaggio a Medjugorje

 

Il pellegrinaggio a Medjugorje è sinonimo di spirito dei poveri, perché il pellegrino è un povero: pensate quando si andava a piedi con un pezzo di pane nella bisaccia e finito quello bisognava stendere la mano. Avere lo spirito di povertà vuol dire riconoscere che siamo povera gente, che abbiamo bisogno di tutto, sopratutto della grazia del Signore che ci riempie il cuore. Poi il pellegrinaggio è anche sentire il bisogno l’uno dell’altro. Quando si cammina insieme uno ha bisogno dell’altro: quando qualcuno si stanca ha bisogno che gli altri lo sostengano, quando qualcuno corre troppo ha bisogno che lo fermino. Questo vuol dire essere pellegrini nel nome del Signore: scoprire che l’altro è un dono, una ricchezza nella nostra vita.

Pellegrinaggio a Medjugorje: le tre componenti

Ogni pellegrinaggio a Medjugorje comporta una struttura essenziale:
– percorrere la strada;
– un luogo di arrivo in relazione ad una manifestazione di Dio;
– una motivazione del pellegrino che cerca un incontro.

Le tre componenti, strada, luogo e incontro con il mistero di Dio definiscono in modo preciso il pellegrinaggio. Interessante è anche l’analisi dei simboli che sono ricorrenti nel pellegrinaggio. Innanzitutto la partenza. Il pellegrino lascia la sua patria, le sue radici, la sua casa, la sua famiglia, i suoi amici: si tratta di un distacco, di una rottura che implica un cambiamento di vita, una conversione; chi intraprende un viaggio interrompe la routine giornaliera e cambia, sia pure per un breve periodo, modo di vivere. Esso suppone uno spostamento, un esodo per trovare la propria “patria” , cioè la propria identità.

Per questo il pellegrinaggio ha una straordinaria forza rigeneratrice: come ogni ritorno alle origini, il pellegrinaggio simboleggia il rinnovamento nella luce e nella forza della Grazia. Chi lo compie con le debite disposizioni si ritrova rigenerato.

Un simbolismo molto ricco circonda la strada del pellegrino. Il pellegrinaggio a Medjugorje è una vera e propria prova: sudore, fatica, tormenti del viaggio, difficoltà quotidiane dell’alloggio e del pasto, strade di montagne, spostamenti in pullman. Anche se nel corso dei secoli è cambiato il modo di viaggiare, comunque, il pellegrino continua ad essere un uomo che viaggia con i suoi piedi, mettiamosi sulle orme di Cristo.

Pellegrinaggio a Medjugorje: il ritorno

MedjugorjeCiò che più conta del pellegrinaggio a Medjugorje non è come si va, ma come si ritorna, cioè con il cuore aperto e pronto a mettere Dio al primo posto e a sceglierlo come la nostra roccia in ogni situazione della nostra vita. La Madonna stessa ci dice  che Medjugorje è un fiume di grazia e, è sempre Lei, che chiamandoci “cari figli….”, ci invita a rispondere ai suoi messaggi. Iniziando questo pellegrinaggio rispondiamole nel modo che lei desidera, cioè da figli, dicendole: “Cara Madre siamo venuti da te, cosa possiamo fare per rispondere al tuo invito?”.

Siamo dei privilegiati, allora, perché viviamo questo tempo di grazia: ma come rispondere a questo privilegio? Il segreto è semplice: la preghiera! Questa è la prima cosa da vivere, non importa se non sappiamo pregare, se non lo abbiamo mai fatto o se non ce lo ricordiamo più perché è da tanto, troppo tempo, che non lo facciamo, Maria ci ha chiamati proprio lì in Bosnia, e ci ringrazia ogni volta che iniziamo a pregare o che almeno proviamo a farlo.

Pellegrinaggio a Medjugorje: perché farlo

In questi anni Medjugorje è divenuta uno dei centri mariani più frequentati del mondo, con decine di milioni di pellegrini e diverse migliaia di sacerdoti che vi sono confluiti da ogni parte della terra. Qui, la Madonna è viva e presente in modo tutto speciale e la gente che vi si reca sperimenta la sua vicinanza materna nelle grazie straordinarie di conversione e di consolazione che vi riceve. I pellegrini non vanno perché attratti dalla bellezza del paesaggio, o per ammirare monumenti o opere d’arte, ma perché è “chiamato”, e nessuno lascia quel posto senza portare con sé un souvenir speciale: la propria conversione.

Pellegrinaggio a MedjugorjeLa Madonna, infatti, è venuta e continua a venire qui per risvegliare la nostra fede assopita e per rincuorare la Chiesa dolente e affaticata. Chi va a in Bosnia lo fa non per vedere qualcosa, ma per incontrare Qualcuno, si sente accolto, amato, consolato e guarito dalla Presenza materna di Maria.

Così Padre Slavko si rivolgeva a chi decide di partire: “Caro pellegrino, cercatore di Dio! Quando ti rechi in pellegrinaggio a Medjugorje, sei invitato a pregare in chiesa a partecipare alla Santa Messa, a confessarti, a metterti in adorazione davanti a Gesù Sacramentato, a salire sul Krizevac (il monte che ci richiama alla mente la passione di Cristo, la nostra sofferenza e la nostra croce) e a pregare sul Podbrodo, la collina delle Apparizioni. Credo che hai fatto tutto questo, che hai rinnovato la tua fede, il tuo amore e la tua speranza, e che ti sei convinto quanto Dio ti è vicino. Questo il motivo del tuo viaggio a Medjugorje”.

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Krizia Ribotta Giraudo

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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