Qual è il tuo progetto? Scoprilo con un pellegrinaggio

Uno degli episodi più famosi dell’Antico Testamento è sicuramente l’esodo dall’Egitto da parte del popolo d’Israele, sotto la guida di Mosè. Un pellegrinaggio ante litteram, dove addirittura possiamo seguire le vicende del popolo ebraico in questo lungo cammino verso la terra promessa, durato quarant’anni e senza una vera e propria destinazione. Per di più, nel deserto.Il progetto divino

Stupefacente la costanza e la fede di un popolo che, nonostante dei naturali cali di fervore, fragilità e difficoltà, accetta di mettersi in cammino, sottostare ad una guida, perseguire uno scopo che, tra mille sofferenze, li libererà dal giogo egiziano.

Pellegrinaggio, un cammino di consapevolezza

In quei quarant’anni, il popolo ebraico scopre la scomodità della libertà, la difficoltà della libertà, l’impegno richiesto dalla libertà. Arrivando a rimpiangere il regime di semi-schiavitù pur di non essere sfidati ulteriormente nella loro resistenza. MA qui accade il prodigio.

Attenzione, non i prodigi con i tuoni e gli effetti hollywoodiani, non i prodigi caotici e rumorosi, bensì i prodigi profondi, come le falde acquifere, che cambiano radicalmente il modo di vedere il mondo, che riescono ad irrorarlo di nuova vita.

Questo è ciò che crea la consapevolezza, la conoscenza di sé: un nuovo modo di vedere ed affrontare le difficoltà, il direzionare gli sforzi verso un obiettivo, che faccia parte di un più ampio progetto di vita. Il progetto di vita è un po’ come la “terra promessa”: potremmo aver bisogno di metaforici “anni di deserto”, difficoltà, momenti difficili, momenti grandiosi.

Il progetto come identità

Ma a cosa serve un progetto? Perché è importante conoscere come muovere le proprie abilità e curare le proprie debolezze nel perseguimento di questo progetto? Il progetto insiste nelle azioni e forma la nostra identità. Cosa distingue una nazione pacifica ed armoniosa da una caotica e belligerante? Il progetto comune che respirano i cittadini di questa nazione. Cosa differenzia una regione in subbuglio, da una stabile ed efficiente?

Il progetto comune che i suoi abitanti sentono di avere nei confronti di sé stessi e gli altri. Cosa differenzia un’associazione culturale prospera e duratura da una sull’orlo della chiusura, con scarsa affluenza e ricambio di soci?

Il primo pellegrinaggioIl progetto comune di cui gli associati si sentono portatori. Cosa differenzia un’azienda solida, con profitti e dipendenti felici, da un’azienda in perenne emergenza? Il progetto comune che le persone coinvolte si sentono di portare avanti.

Il progetto ed il pellegrinaggio

Ma, a questo punto, cosa c’entra il progetto con la partecipazione ad un pellegrinaggio? Bene, anche per le persone funziona così: la differenza tra una persona realizzata e felice, ed una perennemente in difficoltà, è il progetto che si sente cucito addosso, la propria immagine proiettata a progetto ultimato, tra cinque, dieci, venti anni. Non sempre è facile capire, ed a volte anche solo scegliere, quale progetto abbracciare e seguire. Per questo la Fede può aiutare. Attraverso la preghiera, la confidenza che si prende con sé stessi, il tempo dedicato a noi stessi, ci si può avvicinare al progetto nostro, concordato con Dio. Alcuni, in altre religioni, lo chiamano “patto di nascita”, altri lo chiamano Karma, altri ancora, semplicemente, destino, vocazione, sogno, passione. Non è importante il nome che diamo al barattolo, l’importante è il miele che c’è dentro.

Partire per incontrare il proprio progetto

Partire per un pellegrinaggio, verso una meta energeticamente stimolante, che abbia in sé una forte potenza, presenza, comunicazione con Dio, può avvicinarci al nostro progetto, ad ascoltare cosa suggerisce il Creatore per aumentare il nostro bene, servendo ed aumentando il bene degli altri. È legge di natura: più aumentiamo il bene presente, facendolo in modo puro, più aumenta il benessere e la prosperità nostra.

La Sacra BibbiaIl pellegrinaggio, per tutti quelli che, in modo assolutamente naturale, possono trovarsi dispersi, senza una meta, e cercano il loro progetto; può essere l’occasione, la svolta necessaria per mettersi in ascolto, di Dio e di noi stessi, per raggiungere e vedere più chiaramente a cosa siamo chiamati.

A volte la vita strappa, schizza, devia, annuncia, assaggia, morde il nostro progetto, sbanda, sgrida od interviene in modo brusco, senza chiedere: “Permesso?”. Per tutti gli smarriti, o per tutti quelli che vogliono consolidare il proprio progetto, c’è la possibilità, ritirandosi per un momento dalle burrasche quotidiane, raggiungendo mete di pellegrinaggio, di ricucire, rammendare, ripensare, ridisegnare, riacquistare fede verso il proprio progetto, per ritornare al mondo con ancora più voglia di portarlo a compimento.

Per maggiori informazioni sui pellegrinaggi che offriamo cliccare QUI.

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D'ario

Sono D'ario, amo viaggiare con il corpo e con la mente. Dei posti che visito amo scoprire due tipi di luoghi: dove gli uomini "fanno", vecchie botteghe, vecchi saperi, vecchi gesti; e dove gli uomini pregano. Perciò amo i santuari, gli eremi, le cattedrali, le chiese di campagna, i monasteri. E tutto ciò che avvicina l'uomo al senso del tempo e dello scorrere della vita.

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Pellegrinaggi
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Pellegrinaggio a Lourdes dal 2 al 5 Giugno
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Con questa mia desidero esprimere i più sinceri complimenti per il garbo, la professionalità, la competenza e la disponibilità con le quali Roberto ci ha accompagnato nel pellegrinaggio.
Essendo diretti in un luogo di culto e di fede, durante il viaggio sia all’andata che al ritorno, ha saputo gestire i momenti di preghiera e di approfondimenti storico culturali senza imporli ma proponendoli con garbo.
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