San Giorgio, il martire transnazionale e transreligioso

San Giorgio - La leggenda Aurea

 

Sono milioni le persone che, nelle varie lingue, portano il nome di San Giorgio. Tantissime le chiese a lui dedicate, innumerevoli le persone che lo invocano o che comunque lo annoverano come patrono. Può essere invocato inoltre dagli ammalati di lebbra, di peste o di malattie veneree. Poco conosciuto e studiato nella agiografia, in compenso è presentissimo nella iconografia di quasi tutti i secoli, in particolare modo in quella tardo medievale. Sotto questo aspetto San Giorgio si può quasi definire come la super star dei santi. Un santo capace perfino di uccidere un drago.

Chi era San Giorgio: vita e martirio. 

San Giorgio nacque nel 280 d.C a Cappadocia, ordina regione della Turchia settentrionale da Geronzio e Policromia. I genitori lo educarono alla religione cristiano, insegnandogli a mostrarsi caritatevole e compassionevole verso le persone relegate ai margini della società romana.

Trasferitosi con la famiglia in Palestina, San Giorgio si arruolò nell’esercito dell’Imperatore Diocleziano. Ammirato e ben voluto da tutti il giovane arrivò ad essere nominato come guardia personale dello stesso imperatore.

San Giorgio nell'arteLa conversione ed il martirio di San Giorgio avvennero in quel periodo. Donò tutti i suoi avere ai poveri e, dopo essersi congedato dalle armi, si dedicò alla preghiera e alla meditazione. Poco tempo dopo, ammise, davanti alla corte romana, di essersi convertito alla fede cristiana e per questo venne incarcerato. Tra le mura delle sue prigione ebbe una visione di Dio che gli predisse sei anni fra torture e tormenti, tre volte la morte e tre volte la resurrezione. E così avvenne: San Giorgio fu ucciso tre volte e tre volte egli risorse. Ed ogni volta egli convertì sempre più anime alla fede cristiana, fra cui la moglie di Diocleziano stesso, l’imperatrice Alessandra, decapitata poco prima dell’”ultima” morte del santo.

Il santo fu decapitato il 23 aprile del 303 d.C dopo aver promesso protezione a chi avesse onorato e protetto le sue reliquie, le quali ancora oggi riposano in una cripta cristiana a Lod in Israele.

San Giorgio e la Leggenda Aurea

Cavaliere e protettore incontrastato della cristianità, San Giorgio è considerato all’unanimità l’uccisore di draghi per eccellenza, così importante da essere scelto come patrono dell’Inghilterra.

L’iconografia tradizionale del santo è legata al suo miracolo più celebre, quello appunto dell’uccisione del drago. L’episodio, narrato da Jacopo da Varagine nella Leggenda Aurea, è rinomato: per tenere lontano un mostro che infesta una città libanese, dove gli abitanti estraggono a sorte giovani vittime da dargli in pasto. Quando una delle vittime sacrificali sarebbe dovuta essere la figlia del re, compare l’uomo in groppa ad un destriero bianco che neutralizza il drago e lo uccide.

San Giorgio - La leggenda AureaLa leggenda di San Giorgio e il Drago fu notevolmente diffusa dalla Chiesa che raffigurava il Drago come il peccato e il martire come la Grazia Divina, la Fede in nome del Signore. Nelle antiche raffigurazioni ha l’attributo della palma del martirio. Nel 1348 il re Edoardo III nominò San Giorgio protettore dell’Inghilterra, ormai diventato l’assassino dei draghi per antonomasia dipinto da tutti i pittori nel gesto di trafiggere il drago.

San Giorgio profeta islamico

San Giorgio fu uno dei Quattordici Santi Ausiliatori o Protettori, che, dal XVI secolo, durante gli anni delle riforme religione, si ritenne avessero poteri di intercessione di speciale efficacia. Un particolare poco noto sulla vita del santo è il suo legame con la fede islamica. San Giorgio è un santo così famoso e potente che gli è stato riservato anche un posto nella agiografia islamica, dove addirittura gli viene conferito il titolo onorevole di “profeta”. Per questa ragione è definito un santo transnazionale ma anche transreligioso.

Pochi santi possono vantare un curriculum vitae così vario, articolato, lungo e impegnativo. 

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Gaia Donelli

Aspirante giornalista, blogger e autrice con la passione per i film in bianco e nero, la lettura, la musica rock e i frappè al cioccolato. Pubblica articoli dal 2017, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani.

1 comment to San Giorgio, il martire transnazionale e transreligioso

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