I Santi del Giubileo della Misericordia: prima parte

Speranza

 

Con la canonizzazione, ossia la proclamazione ufficiale di un santo, la Chiesa Cattolica dichiara, dopo una lunga procedura che può durare anche dei secoli detta “processo di canonizzazione” oppure “processo canonico”, che la persona si trova senza dubbio in Paradiso e quindi ne permette la venerazione nella chiesa universale (al contrario dei beati, il cui culto è concesso soltanto in alcune chiese). Varie e diverse sono le motivazioni per le quali una persona può giungere alla santificazione.

Partendo dal presupposto che tutti coloro che sono stati battezzati sono santi perché hanno ricevuto il sacramento che rende figli di Dio, ad alcune personalità è riconosciuta una, per così dire, santità particolare, per essere stati in vita molto, ma molto più vicini al Signore rispetto a quanto non lo facciano le persone comuni ed è necessario che questa particolarità sia riconosciuta dalle persone che hanno vissuto con queste personalità. Perché possa avere inizio il processo di canonizzazione è necessario, inoltre, che il defunto sia stato vittima di martirio oppure che si tratti di un confessore, ovvero un testimone di fede che però non ha visto sacrificata la sua vita in onore del Signore.

Altro elemento è la presenza di un fatto miracoloso riconducibile all’intercessione del potenziale Santo (le persone particolarmente vicine all’altissimo, infatti, possono essere solo intercessori e non attori diretti del miracolo in quanto soltanto Dio ha il potere di compierlo), che spesso si tratta di una guarigione improvvisa e completa da un male considerato senza cura alcuna. Ad ogni modo, la proclamazione di un nuovo santo è sempre un’occasione per un’esplosione di gioia all’interno della Chiesa proprio perché è un’epifania della volontà e dell’operato di Dio sulla Terra, e quale migliore occasione di un Giubileo Straordinario come quello che si è appena concluso per proclamarne non uno ma ben sette? E così Papa Francesco, durante la Santa Messa di domenica 16 ottobre 2016 tenutasi nella Cappella Papale, ha annunciato la santificazione dei sei beati Salomone Leclercq, José Sánchez del Río, Manuel Gonzáles García, Lodovico Pavoni, Alfonso Maria Fusco, Giuseppe Gabriele del Rosario Brochero e della beata Elisabetta della Santissima Trinità Catez.

I Santi del Giubileo della Misericordia: San Salomone Leclercq (2 settembre)

San SalomoneGuillaume-Nicolas-Louis Leclercq (1745 – 1792) visse a Parigi durante gli anni della Rivoluzione Francese e morì martire all’età di quarantasette anni, imprigionato nel convento parigino dei Carmelitani adibito a carcere dai rivoluzionari e ucciso a colpi di spada perché colpevole di non aver giurato fedeltà alla Costituzione civile del Clero (un documento che dichiarava lo Stato organo di controllo anche della Chiesa). La Chiesa Cattolica, infatti, costituì uno dei bersagli principali dei fautori del movimento di rivoluzione e coloro che si rifiutarono di giurare fedeltà allo Stato vennero perseguitati.

Il miracolo attribuito all’intercessione di Fratel Salomone, nome da Lasalliano del devoto, è assai recente e risale a poco meno di 10 anni fa, quando la piccola orfana venezuelana María Alejandra Hernández fu morsicata a una gamba da un serpente velenoso, tanto velenoso che i medici non nutrivano molte speranze in merito alla guarigione dell’orfanella. Le suore dell’orfanotrofio iniziarono subito a pregare all’interno di una cappella in cui era conservata un’icona del Beato Salomone e, dopo poche ore, la gamba della bimba tornò miracolosamente alla normalità, evento considerato inspiegabile anche dall’equipe di medici. Fu beatificato nel 1926 da Papa Pio XI insieme ad altre 190 vittime dello stesso massacro e il processo diocesano per il miracolo si svolse nel 2001 nella diocesi di Caracas.

I Santi del Giubileo della Misericordia: San José Sánchez del Río (10 febbraio)

Anche José Sánchez del Río (1913 – 1928) visse in anni di guerre e persecuzioni nei confronti dei cristiani. Nato e vissuto in Messico, il ragazzo morì martire alla giovanissima età di quattordici anni per difendere la sua fede cattolica e il suo amore per Cristo Re e per la Madonna. Erano anni in cui, in Messico, il Presidente socialista Plutarco Elías Calles governava con un forte sentimento anticlericale che lo portò a chiudere le scuole e i seminari cattolici, a sottoporre i sacerdoti all’autorità civile e a perseguitare chiunque continuasse a professare la propria fede cattolica nonostante il divieto e la volontà del Governo di annientarla.

Fu così che José Sánchez del Río riuscì a entrare nell’esercito cristero (un movimento che difendeva la cristianità), contro la volontà dei fratelli a causa della giovane età del ragazzo, ma fu presto arrestato e imprigionato nella chiesa di San Giacomo Apostolo. Costretto prima ad assistere all’impiccagione del suo compagno di cella, dovette prima camminare sino al vicino cimitero con le piante dei piedi scuoiate per poi essere ucciso a pugnalate e colpi di pistola su quella che sarebbe stata la sua fossa. Sul punto di morire, José ripeteva convinto: “Viva Cristo Re! Viva Santa Maria di Guadalupe!”.

La guarigione miracolosa di cui gli fu attribuita l’intercessione avvenne nel 2008, quando Ximena Guadalupe Magallón Gálvez, una bimba di pochi mesi, fu colpita da un ictus che le avrebbe concesso solo tre giorni di vita. I genitori affidarono fin da subito le loro preghiere al Beato Josè e la bimba, miracolosamente, sopravvisse dopo essere stata staccata dai macchinari che la tenevano in vita e gode tutt’ora di ottima salute.

I Santi del Giubileo della Misericordia: San Manuel González García (4 gennaio)

san-gonzalezLa storia di Manuel González García (1877 – 1940) si discosta da quella degli altri primi due beati in quanto egli non morì martire nel senso che versò il proprio sangue per Cristo, bensì soffrì per i patimenti che dovette subire in vita.

Innumerevoli furono le vicissitudini che lo videro partecipe durante la sua esistenza completamente dedicata al sacerdozio, fin dagli arbori, quando per mantenersi agli studi in seminario dovette lavorare come domestico per i suoi confratelli. Ordinato sacerdote nel 1901 e inviato in piccoli villaggi della provincia di Siviglia, fu proprio in uno di questi, Palomares del Río, in cui gli accadde un’esperienza per lui molto significativa: rimase profondamente segnato dallo stato di degrado in cui giacevano la chiesa e il tabernacolo in particolare.

Il suo risentimento e la commozione furono tanto profondi da indurre il sacerdote diventato ormai arciprete della parrocchia di San Pietro di Huelva a dare vita, insieme ai suoi parrocchiani, all’Opera delle Tre Marie e dei Discepoli di San Giovanni, detta anche Opera dei Tabernacoli – Calvari, con l’obiettivo di curare i tabernacoli (in particolar modo quelli abbandonati) e fare compagnia a Gesù. Tale opera fu approvata e incoraggiata da Papa Pio X nel novembre 1912. Giunse anche per Manuel González García il momento di affrontare la disperazione della guerra, nel caso specifico la Guerra Civile Spagnola, conflitto durante il quale furono bruciate moltissime chiese tra cui proprio quella di Malaga di cui nel frattempo l’arciprete era diventato vescovo.

Sconvolto dalle stragi che la guerra stava perpetrando, il vescovo proseguì comunque la sua opera che coinvolgeva sempre di più i giovani e la arricchì con la scrittura di oltre trenta manoscritti di carattere eucaristico e di catechismo. I miracoli attribuiti alla sua intercessione sono addirittura due. Il primo fatto miracoloso, avvenuto nel 1953, vide la diciottenne spagnola Sara Ruiz Ortega guarita da una peritonite tubercolosa che l’aveva paralizzata. Il secondo evento è decisamente più recente (risale al 2008) e riguarda una donna di Madrid guarita improvvisamente e inspiegabilmente da un cancro alla gola che, altrimenti, l’avrebbe uccisa in poco tempo. Entrambi i fatti miracolosi avvennero a seguito di novene da parte delle malate.

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Krizia Ribotta Giraudo

Giornalista, blogger e autrice con la passione per il cinema, la lettura e i viaggi. Pubblica articoli dal 2010, da quando ha iniziato a scrivere per giornali e blog italiani e americani, con cui continua a collaborare. Autrice di un libro per il sociale, sta per esordire come travel blogger con il suo primo ebook dedicato interamente a consigli, recensioni e confidenze sui viaggi.

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