I Santi del Giubileo della Misericordia: seconda parte

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Prosegue l’elenco dei Santi del Giubileo della Misericordia. Come si diceva, la santificazione di persone che in vita sono state vicine al Signore è un’occasione per esprimere entusiasmo e gioia all’interno della Chiesa e del popolo cattolico perché è la manifestazione tangibile di un dono molto prezioso che Dio fa a tutti coloro che credono in Lui. Ecco la seconda parte dell’articolo sui nuovi Santi proclamati da Papa Francesco domenica 16 ottobre 2016, in prossimità della conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia, per comprendere fino in fondo il significato di quest’Anno Santo appena trascorso.

I Santi del Giubileo della Misericordia: San Lodovico Padovani (1° aprile)

Nato e cresciuto a Brescia, Lodovico Tommaso Maria Giuseppe Padovani (1784 – 1849) fu ordinato sacerdote alla giovane età di ventitré anni ma manifestò la sua estrema vicinanza ai meno abbienti e ai più sfortunati sin dall’età infantile, quando durante i mesi di villeggiatura estiva in campagna concedeva qualche piccolo aiuto economico ai contadini che conosceva. I tempi in cui visse non erano certo tra i più pacifici: aspri conflitti, infatti, incendiavano l’Europa intera e l’Italia era scossa dai moti d’indipendenza.

Il sacerdozio di Lodovico Padovani si distinse da subito per la sua impronta decisamente educativa, in particolare nei confronti dei giovani e dei giovanissimi. Pensava e aveva avuto modo di costatare, infatti, che i ragazzi cresciuti in famiglie con scarse possibilità economiche erano più propensi a compiere atti al di fuori della legalità o comunque devianti. Fondò quindi un oratorio per radunare i suoi ragazzi, in particolare i giovani della strada, dare loro un’istruzione fondata sui dettami cattolici e insegnare un lavoro.

Da questo momento in avanti la sua vita fu completamente dedicata ai ragazzi, tanto che fondò la scuola di tipografia “Pio Istituto Santa Barbara” per permettere ai giovani e alle famiglie disagiate di trovare un riparo e imparare un mestiere.

San Lodovico Pavoni morì per i suoi ragazzi: nel 1849, nell’atto di salvarli dalle incursioni degli indipendentisti, a causa della pioggia e del vento gelido contrasse una grave forma di bronchite che lo condusse alla morte nel giro di poche settimane.

A lui fu attribuita l’intercessione in due avvenimenti miracolosi: la guarigione di Maria Stevani di Soncino da tifo addominale avvenuta nel 1909 e, a un secolo di distanza, quella del brasiliano Honorio Lopes Martins, a cui erano insorte delle gravi complicazioni a seguito di un’operazione alla prostata.

Fu proclamato beato da San Giovanni Paolo II nel 2002.

I Santi del Giubileo della Misericordia: Sant’Anfolso Maria Fusco (6 febbraio)

alfonso-maria-fuscoAlfonso Maria Fusco (1839-1910), ordinato sacerdote nel 1863 dopo tredici anni di seminario, condusse un’esistenza relativamente tranquilla se confrontata con quella degli altri santi proclamati da Papa Francesco nello stesso giorno. Certo, l’epoca storica in cui visse non fu tra le più semplici per il sud Italia. Nato e cresciuto ad Angri in provincia di Salerno, il Santo ebbe modo di entrare in contatto con tutte le problematiche del Meridione dell’Italia appena unificata.

La condizione senza dignità della donna e l’abbandono degli orfani erano tra i drammi che più lo affliggevano, motivazioni che lo spinsero a pensare, un po’ come fece San Lodovico Padovani, che un’adeguata istruzione e l’insegnamento di un mestiere fossero le uniche soluzioni al problema. Così, nel 1878 fondò la Congregazione delle suore Battistine del Nazareno che raccolse di anno in anno sempre più orfanelle, tanto che fu costretto ad aprire altre case per l’accoglienza non solo in Campania ma anche in altre regioni d’Italia.

Alfonso Maria Fusco morì in pace all’età di ottant’anni e nel 2001 fu proclamato beato da San Giovanni Paolo II.

Il fatto miracoloso avvenuto grazie alla sua intercessione accadde nel 1998, quando il piccolo bimbo dello Zambia Gershom Chizuma si risvegliò da un coma di terzo grado causato dalla cosiddetta malaria cerebrale che, solitamente, conduce alla morte in circa quattro giorni. Alcune suore battistine dell’ospedale pregarono per l’intercessione di Alfonso Maria Fusco coinvolgendo anche la madre del piccolo e, nel giro di una notte, riuscirono nel loro intento: il bimbo si svegliò senza riportare alcuna conseguenza psicofisica.

I Santi del Giubileo della Misericordia: San José Gabriele del Rosario Bronchero (26 gennaio)

Padre Brochero (1840 – 1914), sacerdote dell’Arcidiocesi di Córdoba in Argentina, è stato definito da Papa Francesco “el cura gaucho” (letteralmente: il prete mandriano), per il suo modo di andare in giro a predicare il Vangelo. Egli, infatti, percorreva centinaia di chilometri in sella alla sua mula, vestito con un ampio poncho e un cappello, per raggiungere i luoghi più remoti della sua parrocchia, portare la buona novella e stringere intorno a sé i parrocchiani spiritualmente più lontani ed economicamente meno abbienti. La comunità che gli era stata affidata, infatti, era di gestione assai difficile: contadini, mandriani e briganti, ma l’impedimento maggiore era la difficoltà di comunicazione dovuta alla mancanza di strade sicure. Motivo questo che lo portò a errare per lunghi chilometri, nonostante le intemperie che spesse volte colpivano il suo territorio.

Come tutti i santi proclamati da Papa Francesco in questa giornata, anche San José Gabriele del Rosario è stato un parroco vicino ai più poveri e ai bisognosi; la sua opera si articolò anche nella costruzione di una casa per gli Esercizi Spirituali vicina alla sua parrocchia e una scuola per bambine. Il suo essere così vicino ai meno fortunati lo portò a contrarre la lebbra, malattia che lo condusse alla morte.

Anche per quanto riguarda “el cura gaucho”, due sono i miracoli attribuiti alla sua intercessione e che sono stati studiati durante il processo di canonizzazione. Il primo riguarda la guarigione miracolosa avvenuta nel 2000 di un bimbo di Córdoba, Nicolas Flores, cui erano stati diagnosticati pochi giorni di vita a causa di un incidente stradale. Il secondo miracolo, accaduto nel vicino 2013, riguarda la piccola Camila Brusotti: la bimba aveva riportato diverse fratture a causa di un pestaggio, atto tragico di cui furono accusati e poi condannati i genitori. La nonna materna chiese l’intercessione del beato Brochero e ottenne la guarigione della bimba.

I Santi del Giubileo della Misericordia: Santa Elisabetta della Santissima Trinità (9 novembre)

elisabetta-catezNon poteva mancare una donna nel novero dei santi vicini ai più poveri proclamati da Papa Francesco. Una religiosa che si è distinta nella sua, seppur assai breve, vita per la sua assoluta e completa vicinanza e comunione con Dio. Elisabeth Catez (1880 – 1906), nata a Bourges nella Francia centrale, rimase orfana di padre all’età di sette anni e manifestò sin dall’età infantile un’incredibile animo volitivo nei confronti del Signore, indole che la portò ad avvicinarsi all’Altissimo sin da piccola e grazie alla musica come forma di preghiera.

Talmente ardente era la sua volontà di entrare nel Carmelo di Digione che andò contro le volontà della madre: dopo essersi legata a Dio in segreto con il voto di verginità, all’età di ventuno anni vestì l’abito e a ventitré prese i voti con il nome di suor Elisabetta della Trinità. Pochi mesi dopo iniziarono a manifestarsi in lei i gravi sintomi del morbo di Addinson, malattia che non lascia scampo: furono per la monaca tre anni di atroci sofferenze, che ella affrontò sempre con sorriso e serenità, giungendo a sublimare il dolore per arrivare ancor più vicina a Dio.

Morì in convento a soli ventisei anni, nella totale fede di Cristo. Il fatto miracoloso attribuito all’intercessione di Santa Elisabetta della Santissima Trinità è relativo alla guarigione inspiegabile accaduta nel 2002 di Marie-Paule Stevens, salvatasi repentinamente da una grave malattia del sistema immunitario.

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Sara Grossi

Geografa di formazione, accompampagnatrice turistica per professione e viaggiatrice per passione, amo scoprire luoghi fuori dal comune e respirarne l'essenza. Novella blogger, vorrei comunicare le mie scoperte a chi abbia voglia di condividerle con me. Amo follemente la montagna, luogo in cui in cui mi rifugio a riflettere e talvolta scrivere, la letteratura di viaggio, la storia medievale, il buon cibo e le isole greche su cui vivo diversi mesi all'anno. Cosa mi spaventa? La noia. Mi terrorizza rimanere ferma nello stesso punto, non solo geograficamente parlando!

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