Info Santuario di Tirano

Il santuario è meta di numerosissimi pellegrini ed è situato in alta Valtellina, all’imboccatura della Val Poschiavo, a 2 km dal confine svizzero.
Sorse nel luogo in cui la Madonna apparve, il 29 settembre 1504, ad un uomo di nome Mario Omodei, che si era recato in un suo orto sul Monte Folla.

Il veggente si vide improvvisamente circondato da una luce abbagliante, ed udì una voce che lo chiamava per nome, alla quale rispose istintivamente: “Bene”! La voce replicò: “E bene avrai!”. Nello stesso tempo si sentì sollevato da terra e trasportato lontano, in un terreno di proprietà di Alojsio Quadrio.

Qui, gli apparve Maria che con accento materno gli comandò di tornare in paese e di rendere pubblico il fatto che in quel luogo ella voleva essere onorata con l’erezione di un tempio a lei consacrato.
Come garanzia presso i concittadini, la Madonna gli promise la guarigione di suo fratello, già in agonia per la peste, e l’arresto di tale flagello che mieteva numerose vittime.

Il Santuario della Madonna di Tirano è considerato il monumento religioso più importante della Valtellina

La costruzione del Santuario iniziò il 25 marzo (giorno dell’Annunciazione di Maria Vergine) del 1505 e terminò nel 1513.
La consacrazione della chiesa avvenne il 14 maggio 1528 quando, completati gli interni, il santuario venne benedetto dal vescovo di Como Cesare Trivulzio.

L’interno è costituito da tre navate di cui la centrale misura 20 metri ed ha una larghezza di 14.
La sua particolarità è l’enorme quantità di stucchi, dipinti e decorazioni presenti sulle pareti e sulle volte del soffitto della chiesa, il tutto teso a ricoprire ogni spazio disponibile, caratteristiche che hanno consentito al monumento di diventare un esempio della maestria dell’arte rinascimentale lombarda.

Sulla facciata della chiesa spicca un portale dello scultore Alessandro Della Scala da Carona; all’interno si trova invece un organo di pregevole fattura, realizzato tra il 1608 e il 1617 dal bresciano Giuseppe Bulgarini. La sua particolarità è l’aspetto monumentale che esso ha nel complesso della chiesa…esso poggia infatti su otto grandi colonne di marmo rosso ed anticamente veniva ricoperto con una tela dipinta ad opera di Carlo Marni del 1650 raffigurante l’Incoronazione della Vergine. Sempre all’interno, l’altare maggiore si presenta come una pregevole opera di gusto barocco realizzata con intarsi di marmi nel 1748.
Sull’ancòna, una tela del ‘600 raffigura il miracolo che ha portato alla costruzione del santuario tiranese.

Di rilievo è anche il campanile che venne iniziato nella sua costruzione nel 1578 e completato nel 1641 ad opera del progettista Pietro Marni di Bormio. Anticamente sul lato est della torre campanaria si potevano vedere gli stemmi delle Tre Leghe (Lega Caddea, Lega Grigia e Lega delle Dieci Diritture), dipinti dal pittore valtellinese Cipriano Valorsa. In origine le campane vennero realizzate da “maestro Chlaudio della paze del ducato di Lorena, maestro dele campane”, che ne realizzò nel complesso tre, successivamente rifuse e portate a cinque. Nel corso dei secoli subì delle modifiche anche l’orologio: un primitivo impianto venne posto nel 1577 e donato dal possidente Lorenzo Peverelli, mentre nel 1828 venne impiantato l’attuale ad opera di Luigi Maccaferri di Gallarate.

Grazie al gusto barocco, la grazia e la ricchezza delle decorazioni a stucco, delle sculture e degli affreschi il santuario viene considerato, insieme al Duomo di Milano e la Certosa di Pavia, una delle tre chiese più belle della Lombardia.

La Madonna di Tirano è stata proclamata patrona della Valtellina da papa Pio XII.

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Con questa mia desidero esprimere i più sinceri complimenti per il garbo, la professionalità, la competenza e la disponibilità con le quali Roberto ci ha accompagnato nel pellegrinaggio.
Essendo diretti in un luogo di culto e di fede, durante il viaggio sia all’andata che al ritorno, ha saputo gestire i momenti di preghiera e di approfondimenti storico culturali senza imporli ma proponendoli con garbo.
Una volta sul posto ha saputo dare ai partecipanti un quadro sufficientemente chiaro ed esaustivo della vita e …

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